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    January 28

    [Quello che capita][Senza troppa logica]

    Come diciamo spesso io e la Raki, questo è uno di quegli interventi in cui se non hai voglia di leggere, c’è l’amica croce su fondo rosso in alto a destra xD

     

    Chi è quella grande persona che ha inventato i termini derivati da EQUO?

    Equilibrio, equilibrista, equamente.

    È veramente un grande uomo.

    Ma a parte questo, non è che ci ha anche spiegato come cavolo si fa a raggiungere quella parola?

    Perché dirla ok, la pronunci, la cerchi sul dizionario … facile.

    Ma l’equilibrio TROVARLO, quanto è difficile?

    Ci provi così, e vedi che non va.

    Ci provi dall’altro verso, e crolla tutto comunque.

    Cerchi di sbilanciarti un po’ più a destra se vedi che cadi a sinistra, ma alla fine cadi comunque … a destra.

    Allora qual è il segreto?

    La pazienza…e la forza. E la tenacia. E la resistenza. E la volontà. E CREDERCI.

     

    Questo periodo è abbastanza difficile, per non dire orribile.

    Ma … trarci qualcosa di buono?

    Dunque …

    Per non ricominciare con la schiera dei “HO CAPITO CHE…” facciamo un discorso generale.

    Se ti va male, ti alzi, svuoti il tuo bel sacco di delusioni e poi ti rimetti a raccogliere.

    Se cadi, ti alzi, ti spolveri perché sei un po’ infangato e riparti.

    Il problema magari giunge quando ti rompi una gamba, che ci vuole il gesso e un bel po’ di giorni per rimettere a posto tutto.

    Più la riabilitazione.

    Ecco, come in “La ricerca della felicità” io …

    Questa parte della mia vita si può chiamare … RIABILITAZIONE.

    È come quando ti risvegli da un trauma cerebrale e non capisci più niente, i contorni sono sfocati e ci metti un po’ a focalizzare.

    È come quando becchi il mignolo del piede contro lo spigolo della porta … ci metti quei 5 minuti a fargli riprendere vita … xD

    O più semplicemente, come quando sbranchi un paio di pantaloni e li devi ricucire piano piano, sennò si rompono ancora.

    Magari mentre cuci ti pungi ancora, ma dai, tocca rimetterli a posto su.

     

    Tutto questo per dire cosa?

    Lo so che parlo per metafore, ma lo so fare discretamente …

    In ogni caso, è vero la gente sta male.

    Sta male per qualsiasi cosa. Dalla più stupida alla più seria.

    Ma non potrà star male per sempre.

    Ieri sera pensavo che è strano come la gente sia di norma incline alla felicità…

    Se ci fate caso, è quando una persona è triste che tende a considerarlo un periodo strano, non quando è felice.

    È quando uno è triste che tende a vederlo come qualcosa di non normale, non quando è felice.

    Quindi la tristezza è probabilmente uno stato non normale di ognuno di noi, che è visto come qualcosa di passeggero.

    Per questo dico: alla fine tutto passa. La rabbia, la tristezza, il rancore … non sono stati “normali” delle persone … lo stato normale è la felicità.

    È stupido che lo dica io, perché quando sono giù sinceramente non ne vedo sempre una fine.

    Ma è così. È razionalmente così.

     

    Questa parte della mia vita si può chiamare: PAZIENZA.

    Ma anche FORZA.

    E anche FIDUCIA già che ci siamo.

     

    C’è da dire che i momenti difficili ti fanno rendere conto di un sacco di cose …

    Ad esempio ti rendi conto che se se ne vuoi uscire, devi chiudere gli occhi, fare un bel respiro e sederti a un tavolo.

    Devi metterci sopra quello che hai e dire: questo sì, questo no, questo sì e questo no.

    Il sì lo tieni, il no lo rimuovi.

    E RIMUOVERE spero che non sarà mai il nome di un momento della mia vita, perché non ne sono capace.

    Sono impossibilitata a rimuovere, questo non lo so fare.

     

    Morale: … cioè, in realtà tutto è una morale, ma la morale nella morale… non la so.

     

     

    Forse è che si fa quello che si può,
    forse è che si fa quello che capita
    con più o meno dignità...

    Forse è come pescare un numero
    e sperare poi in quello che capita,
    senza troppa logica.