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February 28 [Isn't it Ironic?][Yeah I really do think...][My life's Ironic.][And it has a funny way of helping me out when I think everything's gone wrong...]An old man turned ninety-eight It's like rain on your wedding day February 22 [Eeeeehh flaiii...]Dopo questo periodo decisamente di merda [passatemi l’espressione perché è stato effettivamente così] [e diciamo che ancora non è finito] [sarebbe troppo bello] eccomi qua. Come sempre a cercare di trovare qualcosa di utile in quello che ho passato. Cosa c’è di buono? Apparentemente niente. Forse che quando alla fin fine ti trovi con tutto quello su cui avevi sperato scaraventato giù in un burrone, rimani li a guardarlo e a piangerci su per un po’, ma fortunatamente non per sempre. Se ti cade qualcosa e si rompe, lo guardi un po’, imprechi [almeno io lo faccio], poi vabbè, una scopa e una paletta e i cocci si raccolgono. Oh amen, vorrà dire che la prossima volta cercherai di prendere qualcosa di piò forte. Oppure di affezionarti di meno, così se quella cosa si rompe, ti dispiacerà di meno. È brutto da dire, ma magari è così. Sta di fatto che quando vuoi DAVVERO ma DAVVERO bene a qualcuno, non passa da un giorno all’altro, neanche se la delusione è grande come una casa. E di questo sono felice. Smettere di voler bene è triste, e io non voglio che sia così. E questa è una cosa che ho capito di me. Non credevo di essere così, non credevo che anche dopo una cosa così grande sarei riuscita a dire:- Ok, non è come prima. MA TI VOGLIO BENE. E tanto. Pensavo di essere una persona peggiore. E invece è così. Allora so farlo! So metterlo in pratica anche io! So cosa vuol dire: non importa se la gente non si accorge del bene che fai. Tu fallo. Un giorno qualcuno si sveglierà, e capirà che forse eri tu la persona che si è sempre fidata anche quando c’era poco da sperare, eri tu che hai amato incondizionatamente anche quando stavi soffrendo. Perché sapevi che alla fine è questo che conta. Avere la consapevolezza di amare, di volere bene fino in fondo senza paura di soffrire, di cadere, di farsi male. Tanto alla fine sei tu che vinci: tu che hai amato, che hai voluto bene. Quindi se io ho accettato dall’inizio di CORRERE, ho corso. Ho corso al massimo, senza risparmiarmi e per questo sono felice. La cosa migliore è non avere rimpianti, e io non ne ho. Non sono triste per qualcosa che non ho dato, perché ho dato il massimo. Questo lo so. Il discorso del muro l’abbiamo sempre fatto. Tu corri corri corri e se alla fine ci sarà un muro, pazienza. È questo che comporta correre il rischio di amare, di beccare alla fine una legnata in testa. Ma se lo sai da prima sei a posto no? Quindi io sono a posto, lo sapevo che ci sarebbe stata questa possibilità. E non me ne è importato. Ho dato il massimo comunque. Adesso posso piangere quanto voglio, posso guardare di fuori e arrabbiarmi con il sole perché sembra che mi stia prendendo in giro quando non faccio altro che piangere, posso alzare gli occhi e dire: Di un po’ tu lassu, ce l’hai su con me? Ma tanto mi risponderebbe sempre allo stesso modo. :- E’ così che riuscirò a fare di te quello che vorrei che tu fossi. Vorrei che tu fossi forte, che riuscissi a superare ogni delusione. Perché la vita non è una favola, è la realtà. Non c’è sempre il lieto fine, ma non è per questo che ti devi fermare. E lo sanno tutti che è così, solo che quando ci sei dentro nei casini, ti riesce difficile ricordarlo. Anche se adesso mi sento un po’ da sola, so che non è così. So che ci sono persone che mi vogliono bene, che mi aiuteranno in tutto. E quando succedono queste cose, devi capire che il mondo va avanti, anche se per te apparentemente non è così. Che è inutile fare la gnorgnia agli altri, dopo un po’ basta. Perché per gli altri la vita continua come sempre, sei tu che ti devi mettere a posto. Ed è grazie a loro, a quelle persone che vanno avanti come se niente fosse, che capisci che BASTA piangersi addosso dopo un po’. Vaiii !! Guarda loro, perché non posso essere così anche io?
Questa parte della mia vita si può chiamare FORZA. |
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