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    April 11

    [Whenever I'm down ... ][I need to try to get to someone.]

    Tutte le volte che prendo una penna in mano o apro word non ho mai più niente da dire.

    Invece prima vorrei solo scrivere scrivere e scrivere senza fermarmi mai.

    Questo è uno di quei giorni in cui quel cavolo di cassetto di ricordi che pensavi aver chiuso si riapre, ti squarcia la ferita che avevi cercato di cucire così tanto faticosamente, e si riapre in modo così violento, così prepotente e così duro che tutto quello che puoi fare è stare li a vedere,

    a farti fare male per un po’ e poi cercare di ricominciare a cucire.

    Però devi guardare. Devi guardare e vedere cosa hai perso.

    Lo sai, ma sei masochista, e guardi ancora e ancora e ancora.

    Guardi e rivedi quando eri seduta ad ammirare un panorama bellissimo con un fiore in mano e La canzone del Sole nelle orecchie,

     quando andavi a vedere le stelle e mentre camminavi raccontavi la trama di un libro fantastico, quando mangiavi cocomero a casa di Moro

    o quando pensavi di poter fare di quel sogno la tua vita.

    È strano come un anno possa essere semplicemente perfetto e l’anno dopo un disastro su tutta la linea.

    Ma soprattutto è strano come in un anno possano cambiare una marea di cose.

    Oggi sarei dovuta essere a Loreto.

    E invece non ci sono.

    L’anno scorso avrei scommesso tutto che ci sarei stata.

    E oltretutto l’anno scorso avrei scommesso su un sacco di cose che invece non sono state così.

    Ma non mi sarei nemmeno immaginata niente di tutto quello che è successo in un solo, misero anno.

    Perché gli anni passano e le cose cambiano?

    Non sarebbe molto più bello che il tempo cambiasse ma che ciò che più ami al mondo restasse?

    Perché tutto deve scivolare via senza che nemmeno ce ne accorgiamo?

    In questo periodo sono passata dalla depressione più totale alla felicità, dalla rabbia alla calma, dal nervoso alla depressione di nuovo.

    C’è qualcosa che non va insomma.

    Penso però di aver capito dove sta il problema.

    Sta nel fatto che io è come se stessi fluttuando nel vuoto.

    Sto cercando un gancio, un appiglio, un punto fermo che mi sorregga.

    Ma purtroppo non lo sto trovando.

    Non lo sto trovando, mi sento persa perché probabilmente il gradino che mi stava sorreggendo a un metro da terra si è volatilizzato,

    e io continuo a cadere, a cadere.

    Come faccio a rialzarmi se nessuno mi aiuta a farlo?

    Come faccio a rialzarmi se puntualmente tutte le persone a cui mi aggrappo mi deludono?

    Semplice: non ce la faccio.

    Ho paura, sono terrorizzata a fare ogni passo.

    Ogni piccola mossa, per quanto insignificante, alla fine mi riporta indietro e ancora indietro, fino allo stesso punto in cui ero quando ho iniziato a perdermi.

    Lo so che tutto questo non ha molto senso, però è come mi sento adesso.

    C’è poco di ottimistico oggi è vero, molto poco.

    Vorrei solo che il tempo non fosse passato, ma purtroppo è così e nessuno può fermarlo.

    Vorrei solo chiudere gli occhi e tornare a un anno esatto fa, quando tutte le cose più fantastiche che io abbia mai vissuto ancora non erano successe,

    quando ancora non sapevo che l’estate del 2008 sarebbe stata la più fantastica del mondo.

    È stupido e banale però è l’unico desiderio che avrei adesso.

    Non si può.

    E via che si ricade.

    Ma io devo farcela.

    Devo farcela per forza, nessuno può farcela al posto mio.

    Purtroppo non è facile, ancora non posso dire di esserci riuscita.

    Soprattutto non ci sono riuscita e non ci riesco perché ho questa sensazione di solitudine che mi gira attorno che mi fa totalmente schifo.

    Non penso di essermi mai sentita così.

    Perché adesso che avrei davvero bisogno mi sento così?

    Sarà una sensazione?

    Spero anche se ultimamente mi sembra più realtà che sensazione.

     

    Non riesco a smettere di piangere e non riesco a smettere di pensare.

    Le ragazze sono un po’ così, tendono a farsi del male anche quando non ce n’è bisogno.

    Le ragazze sono un po’ così, tendono ad aggrapparsi ai ricordi e a non lasciare mai la presa per paura che se ne vadano e non tornino mai più.

    Almeno io sono così: io mi aggrappo, mi tengo stretta, troppo stretta, ai ricordi.

    Ma sono la cosa che fa più male, sono il motivo per cui spesso mi trovo a piangere, sono la causa di tutto questo.

    Allora perché non lasciarli un po’ andare?

    Ma … come?

    Come si fa?

    Come si annulla il passato, come si ricomincia da zero senza essere influenzati dal passato?

    Non lo so, ma vorrei tanto saperlo.

    Non lo so ma vorrei davvero riuscire a tornare quella che sono sempre stata.

    Forse c’è una persona che adesso riconosco a malapena; una volta era felice, allegra e casinista:

    mi assomiglia un po’ ma purtroppo non riesco più a vederla.

    Come mi piacerebbe vederla di nuovo, anche solo per un minuto, per essere certa che c’è ancora li sotto, nonostante tutto.

    Per essere sicura che anche sotto tutto questo lei c’è, e potrà farcela.

    Ma perché non riesco a vederla?

    Perché?